Cristina Moser (1955 – 2022)

“Cristina Moser è volata via. Ha resistito tanto, ben 7 anni senza il suo Maurizio che amava da quando aveva 13 anni.” (Red Ronnie) / “Nel loro momento di splendore tanto belli, sexy e innamorati quanto vulcanici.” (Carlo Massarini) / “Lui motore, lei volto e voce, i Krisma diventarono subito un marchio di culto.” (Giorgio Dell’Arti)/ Il ricordo di Eva Robin’s, protagonista del video di Skyline

Da https://www.optimagazine.com
Ciao Cristina, ora i KRISMA sono di nuovo uniti nell’altra dimensione
di Red Ronnie

Cristina ha resistito tanto senza il suo Maurizio che amava da quando aveva 13 anni. La loro vita insieme era diventata anche un gruppo, i Krisma.
Il mondo musicale li indica come il progetto musicale più innovativo che la musica italiana abbia mai avuto. Io da ragazzino ero fan del Maurizio di “Cinque minuti e poi” e i Krisma li ho conosciuti al tempo del loro grande successo “Many kisses”.

Quando ho iniziato a fare programmi televisivi erano spesso davanti alla mia telecamera. A volte andavo da loro, a Gignese sulle colline del Lago Maggiore, nella casetta di legno dove abitavano e che un giorno il fuoco ha distrutto, portando nell’aria tutti i loro video, nastri, musica e ricordi.

Riprese del video di "Skyline" - Copyright Red Ronnie
Riprese del video di “Skyline” – Copyright Red Ronnie

In quella casetta ho girato con loro vari video, tra cui “Be Bop” e la sigla finale di “Be Bop a Lula”, con Eva Robin’s.

Dopo l’improvvisa scomparsa di Maurizio, Cristina era venuta a trovarmi e siamo andati in diretta con un programma dove le ho mostrato tanti video inediti che avevo girato con loro. Era il 1° febbraio 2016. Da allora non ho più incontrato Cristina. L’ho sentita al telefono per sapere come stava. Ma lei ha sempre mentito sul suo stato di salute.
Io sapevo che presto avrebbe raggiunto il suo Maurizio.
Stanotte, mentre lavoravo sul video di quella puntata con lei dedicata a Maurizio, Morgan mi mandava messaggi e alla fine anche un audio dove ha recitato una poesia per loro.

Ho scelto di far sentire all’inizio del video la sua poesia e di copiare qui sotto quello che Morgan mi ha scritto di getto:

“Erano una cosa sola, loro erano un Tao.

Sai cosa è stato bello? La scena del film di Franco Battiato “Perduto amor” dove siamo nella balera e Cristina è alla cassa, io sul palco con Maurizio che canta “5 minuti e poi”. Zoom su Cristina: mi è sempre piaciuto!

Franco non vedeva l’ora di fare questa scena e di creare il cortocircuito spazio-temporale in cui in un film ambientato nel 65 ma girato nel 2003 ci fosse il cantante originale di una canzone che è stato il suo successo effettivamente in quell’epoca ma lui oggi è molto più anziano. La scena è ambientata all’epoca e alla cassa di quel locale c’è Cristina che in realtà dovrebbe essere giovane ma invece è la Cristina ultra cinquantenne che nel film finge di essere innamorata del cantante che c’è sul palco che è Maurizio. Capisci che è tutto uno spostamento, è una combinazione di incastri temporali e di spostamenti temporali per cui Battiato era assolutamente trepidante non vedeva l’ora di fare questa scena. Era molto convinto che fosse una scena potentissima; è stata una giornata magica che ricorderò per tutta la vita dove Battiato ha dato dimostrazioni di grande maestria alla regia e di grande simpatia perché nelle pause sparava di quelle battute micidiali.

E in quel periodo, quell’avventura del film con Franco Maurizio, Cristina e tutti gli altri amici avevano creato un ritorno di una sorta di combinazione di entusiasmo musicale che aveva generato effettivamente delle figate. In quel periodo io Maurizio e Cristina facevamo i DJ set assurdi di musica elettronica per i ragazzini delle discoteche di Riccione e Maurizio era un guru della tecno ma aveva già sessant’anni! Alle sette del mattino uscivamo dalla discoteca distrutti e andavamo al mare a fare colazione insieme ai ragazzini che uscivano dalla discoteca e tutta questa esperienza di musica techno

Quando Battiato ha sentito quello che facevamo ha chiesto Maurizio di poter usare tutti i suoi arrangiamenti per il disco nuovo e infatti il disco era X stratagemmi.


Da “Anteprima. La spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti”
Cantante e compositrice svizzera-milanese. Cofondatrice, assieme al marito Maurizio Arcieri, del duo musicale Krisma, la band italiana che di fatto ha inventato l’elettropop negli anni 70. Ragazzina, si era innamorata del bel cantante dei New Dada, una delle tante band del beat all’italiana.
Di cui Maurizio si stufò per dirigersi, un decennio dopo, verso tutt’altri lidi, quelli appunto dell’elettronica. Lui motore, lei volto e voce, i Krisma diventarono subito un marchio di culto.


Dalla pagina Facebook di Carlo Massarini
Sette anni dopo Maurizio se n’è andata anche Cristina. I Kris-Ma rimarranno nei nostri ricordi come artisti innovatori, provocatori, sfacciatamente originali (in tutto e per tutto, dalla musica alla loro televisione satellitare), ostinatamente personali. Karis-Matici.

Nel loro momento di splendore tanto belli, sexy e innamorati quanto vulcanici, sempre in movimento fra le capitali del mondo, sempre pronti a stare sulla frontiera in attesa di segnali da raccogliere.

Paolo Giaccio li mandò a Bali (truccando il foglio trasferta Rai con ‘Bari’) a girare i loro video ‘acquatici’ da ‘Clandestine Anticipations’ per Mister Fantasy, e dopo mille traversie finirono alla Maldive, Piccio Raffanini regista e Mario Convertino art-director. Sapete quelle cose, quei periodi in cui funziona tutto anche se un inciampo tira l’altro? Quando c’è la classe…tutto si può fare. Ciao Cristina, buon viaggio: di nuovo insieme, e non c’era cosa che desideraste di più.


Da https://www.linkiesta.it/
In direzione ostinata e contraria – Il fascino alternativo e incompreso dei Krisma – di Carlo Massarini

I Krisma
I Krisma

I Krisma sono una delle coppie più singolari, creative, innovative mai apparse sulla scena artistica italiana. Belli, irresistibilmente cool e sfrontati, anticonvenzionali fino all’estremo, pesci fuor d’acqua in una scena italiana che non li ha mai capiti, figurarsi accettati, quindi inevitabilmente costretti (e ben volentieri, peraltro) a cercare le loro strade al di fuori dei nostri confini. Eclettici abbastanza per bruciare tutte le loro carte musicali in un lustro, forse due, e riconvertirsi poi a un mondo mediatico d’avanguardia fra programmi di culto e tv satellitari quali la loro Krisma.tv.

Ma questo momento sulla frontiera dell’esplorazione sonora è una seconda fase di Maurizio Arcieri e Christina Moser, milanese teen idol lui, cresciuto nel beat degli anni 60, lussuriosa bellezza bionda lei, ricca ereditiera svizzera decisamente non votata alla vita borghese e di società. Arcieri, prima con i New Dada, uno dei tanti complessi beat che inondano la penisola sulla scia della British Invasion, e poi da solo, arriva fino a metà anni 70 vivendo un po’ di rendita sulla sua bella faccia, un superclassico (’5 Minuti e poi’), e una serie di cover: Hit Parade, Cantagiro, copertine dei magazine giovanili, fotoromanzi, musicarelli, insomma tutta la trafila pop di quegli anni.

Un giorno del ’66, al party di compleanno della figlia di Leo Wechter, l’impresario che aveva chiamato i New Dada ad aprire i concerti dei Beatles al Vigorelli a Milano, arriva lei, 14enne di quelle che non diresti mai che, e su quel 24enne dal capello mechato biondo e lo sguardo birichino colpo lo fa eccome. Cristina ricorda l’incontro: «Ha lasciato quattro palle del flipper per starmi dietro. A 14 anni sono cose estremamente romantiche». Fu l’istantaneo decollo di una di quelle storie ai confini della realtà, 46 anni tutti i giorni insieme, casa e bottega, «eravamo una sorta di due mezza mela. E quando litigavamo era rigorosamente in inglese».

Il matrimonio arriva nel ’72, e il takeoff insieme come Chrisma nel 1976 è una sorta di disco-sexy-pop, canzoni languide e spacchi di gonna da eccitazione istantanea, singoli con l’inequivocabile titolo di ’Amore’ prima (comunque con una base percussiva mica male, cortesia degli Osibisa, pionieri dell’afro-funk), e ’U’ l’anno dopo. Sorta di concept alla ’Love To Love You Baby’, per chi c’era basta la parola.

Però occhio a chi sta dietro a questi due singoli: la musica del primo e la prima versione del secondo sono di Vangelis Papathanassiou, ex Aphrodite’s Child, pochi anni prima sensazione pop greca con ’Rain And Tears’, e destinato alla gloria come compositore da Oscar a Hollywood. La produzione è del fratello Niko, ed entrambi rimarranno con loro in tutta la prima fase elettronica. E non va dimenticato il supporto di Alain Trossat, discografico italo-francese a capo della Polygram, loro mentore e supporter, non la più scontata delle intuizioni.

Poi arriva il punk, e nel giro di tre mesi (!) nulla sarà come prima. Cambia l’estetica, e cambia la musica. Perché se da una parte, nel periodo iconoclasta dei Pistols e discepoli, cominciano a frequentare e a vestirsi alla londinese, la musica non ha nulla a che vedere col punk due-accordi-sulla chitarra-e-spacco-tutto. Tutt’altro. Neanche con i Velvet Underground, per la verità, a cui li paragona un giornalista inglese. La matrice è dichiaratamente teutonica, scuola Neu! e Bowie berlinese, un paragone possibile con i Suicide di Alan Vega e gli Ultravox prima maniera, quelli con John Foxx, o forse Siouxsie and the Banshees: il trash dell’amore-sound gettato via, si inoltrano in un’elettronica dark e atmosferica, sintetica e poco giocosa (almeno all’inizio), europea più che americana. Hanno una loro visione e, va detto, non sono epigoni o derivativi, quanto contemporanei dei nomi più innovativi sulla scena.


Da https://www.rockit.it/articolo/ciao-christina-grazie-ai-tuoi-krisma-tutta-quellavanguardia

A 70 anni, sette dopo il compagno di una vita Maurizio Arcieri, se ne va l’altra metà della band che ha rivoluzionato la dance italiana a furia di sperimentazioni. Il ricordo di Auroro Borealo e le foto di quell’incredibile live del 2010 al Leoncavallo per MI AMI ANCORA

Christina e Maurizio al Leoncavallo nel 2010 - foto di Elisabetta Bellosta
Christina e Maurizio al Leoncavallo nel 2010 – foto di Elisabetta Bellosta

La notizia ci è arrivata ieri sera. È morta Christina Moser, aveva 70 anni. Con il marito Maurizio Arcieri – già cantante beat di fama con i New Dada, si dice abbia anche aperto ai Beatles al Vigorelli a Milano anche se è quasi impossibile avere conferme – aveva fondato il duo musicale Krisma (all’inizio Chrisma), con il quale aveva fatto musica per quasi 40 anni. Erano diventati famosi alla fine degli anni ’70 e poi nel decennio successivo, quando in molti, non solo in Italia, erano rimasti colpiti dal loro sound sintetico, capace di prendere la dance in voga all’epoca e portarla avanti grazie a un’attitudine innata alla sperimentazione, che avrebbe permesso loro di anticipare molti degli stilemi dell’elettronica per come la conosciamo oggi.

Era il periodo della new wave all’italiana, di cui i Krisma sono stati tra i più importanti e “illuminati” protagonisti. Li hanno amati, e hanno voluto suonare con loro, gente come Hans Zimmer e Vangelis, Battiato e i Subsonica. Maurizio Arcieri è morto nel 2015, da allora anche Christina aveva smesso di esibirsi. Ma il loro lascito è enorme, non solo per le canzoni quanto piuttosto per quell’attitudine punk prestata al dance floor e per quella voglia di divertirsi e fare divertire chiunque avesse a che fare con la loro musica.


Da https://www.rollingstone.it/musica/news-musica/e-morta-christina-moser-dei-krisma/675745/

È morta a settant’anni Christina Moser, cantante e compositrice svizzera che, insieme al marito Maurizio Arceri, scomparso nel 2015, formava i Krisma. Moser, di origine svizzera, è venuta a mancare a Lugano. A darne notizia è il Corriere del Ticino.

Il duo è considerato uno dei massimi esponenti della new wave italiana arrivando a pubblicare, dal 1977 al 2008, dieci album in studio. Tra elettronica, sperimentazione e synth pop, i Krisma sono stati innovatori e pionieri all’interno della scena italiana (e non), riuscendo anche ad ottenere un contratto discografico negli States per il loro album Fido del 1983. Il duo ha inoltre collaborato con artisti di fama internazionale come il pluripremiato Hans Zimmer (che ha fatto brevemente parte della band nel 1980), Arto Lindsay e Vangelis.

Tra le prime condoglianze pubbliche sono arrivate quelle di Enrico Ruggeri, che la definisce «una grande artista», e quelle di Andy dei Bluvertigo, che ha postato una foto assieme all’artista seguita dalla caption «Ciao Kri!»


Da il Corriere di Bologna

Morte di Christina Moser, dei Krisma, il ricordo di Eva Robin’s, protagonista del video di Skyline.

«Alla mia amica…. arrivederci Christina», con questa frase, a cui segue l’emoticon di una rosa rossa, l’attrice e showgirl bolognese Eva Robin’s ha ricordato l’amica Christina Moser dei Krisma sulla sua pagina officiale di Facebook.

Il videoclip del 1986

Eva Robin’s è stata la protagonista di un videoclip del 1986 del brano Skyline per la regia di Red Ronnie. Un pezzo contenuto nell’album intitolato “Iceberg”, apriva la tracklist del disco. Una canzone che racchiudeva la melodia e la sperimentazione, due facce della stessa medaglia per i Krisma, nati come Chrisma, l’unione delle prime lettere dei nomi di Christina e Maurizio.

«Lei era speciale»

«Ho incontrato Christina a Bologna dopo la scomparsa di Maurizio. Purtroppo aveva già perso un po’ di luce in quei meravigliosi occhi azzurri. Maurizio era la sua vita, erano fusi insieme». L’atmosfera vissuta in quei giorni del 1986 riportano a galla belle emozioni: «Ricordo molta spensieratezza, molta creatività. Un incontro con menti illuminate e persone speciali». Sul versante prettamente musicale Eva ha una idea ben precisa: «Alcuni dei loro brani erano difficili. Però, Skyline, per esempio, era tra quelli che mi piacevano tantissimo». La scomparsa di Christina è stata per Eva una fortissima emozione: «Io sono molto emotiva non riesco a parlarne nemmeno adesso». Christina e Maurizio si sono rincontrati in cielo. A noi rimangono i dischi, una miscela di pop ed avanguardia ancora oggi in anticipo sui tempi.

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