“Krisma” (Il Mucchio – Febbraio 2002)

Sperimentatori, provocatori, precursori. Sono solo tre dei tanti aggettivi necessari per inquadrare il ruolo dei Krisma, una delle esperienze più importanti nel panorama musicale italiano nel periodo compreso fra la seconda metà degli anni ’70 e la fine degli anni ’80. La recente collaborazione con i Subsonica è l’occasione per una chiacchierata telefonica con Maurizio Arcieri e Christina Moser (nei loro interventi inestricabili l’uno dall’altra, come Qui, Quo e Qua), per fare il punto di una carriera che non si e mai interrotta, solo si è mossa su altri territori.

Krisma  and Subsonica
MTV DAY 2002 SUBSONICA KRISMA – Copyright Pasquale Modica

Innanzitutto, come è nata la collaborazione con i Subsonica?

Prima di questa esperienza conoscevamo i Subsonica solo come band, non di persona. Il loro road manager suonava il basso con noi nel nostro periodo punk: e stato lui a metterci in contatto. A loro crediamo piacesse soprattutto il nostro album del 1977, Chinese Restaurant. Nel corso dell’ultimo anno ci siamo sentiti sia per telefono che per e-mail, e a loro è piaciuta l’idea di mettere in piedi una collaborazione. Il perché bisognerebbe chiederlo a loro… A noi sono fatto un’ottima impressione: sono bravi musicisti e persone simpatiche, il che non guasta.

Al momento quali sono i vostri progetti in ambito musicale?

L’ultimo dell’anno abbiamo suonato al Cocoricò di Riccione, e replicheremo fra pochi giorni. Principalmente ci serviamo di un computer, e di un software che si chiama Re-Birth, ma il tutto è manovrato dal vivo.

L’estate scorsa avete pubblicato anche un singolo.

Sì, intitolato Kara. È uscito lo scorso luglio, che non è esattamente il mese migliore per licenziare un singolo. Il pezzo ci sembrava carino, e la prima versione era fatta solo con Re-Birth. Poi il tutto è stato rielaborato con il produttore J.T Vannelli.

Krisma – Kara (Extended Version, 2001)

Quindi, mi pare di capire, al momento voi lavorate principalmente col computer.

Si, anche se in realtà è moltissimo tempo che lo adoperiamo. Ultimamente, poi, Maurizio si sta concentrando su questo particolare software, e sono due anni che usa solo questo.

Poi c’è Krisma TV, la vostra rete satellitare.

È un’esperienza strana, perché credo che siamo i soli ad essere in onda da tre anni senza mai avere avuto uno sponsor. Si tratta di una televisione molto sperimentale, abbastanza strana, e forse è proprio per questo che regge tutti i colpi. In realtà doveva essere una cosa di durata breve, due o tre giorni, per far capire che era possibile fare tv a costo zero, e va avanti ormai da tre anni. Chiaro, i guadagni non ci sono, ma è un’esperienza divertente, oltre che assolutamente libera. Riceviamo e-mail da tutta Europa, e nessuno capisce che siamo italiani.

Nell’ultimo decennio siete stati molto al di fuori dei giri musicali classici.

Sì, perché stavamo facendo televisione, e in particolare Sat Sat e Blob per la Rai, ed era un impegno che ci portava via tutto il tempo, anche perché abbiamo sempre fatto tutto da soli. Al nostro ritorno da gli Stati Uniti, nella seconda metà degli anni ’80, abbiamo pensato di dedicarci seriamente alla tv, quindi non rimaneva molto tempo per la musica.

Come mai una scelta di questo tipo?

Senz’altro perché era una novità, e le cose nuove sono sempre interessanti. Tieni comunque presente che in un programma come Sat Sat c’era anche un aspetto musicale. Alla fine eravamo diventati dei veri e propri “guardoni” televisivi, e abbiamo collaborato dietro le quinte a molti programmi, tra cui il primo Mai Dire Tv, soprattutto per quanto riguardava le emittenti straniere.

Krisma TV – Set 6

E adesso sentite la voglia di ritornare completamente alla musica?

Certo! Fra l’altro ultimamente abbiamo fatto alcune serate dedicate proprio ai “vecchi” Krisma. D’altronde, se qualcuno vuole ascoltare i nostri vecchi brani, perché non accontentarlo? Molti gruppi di adesso guardano a voi come a dei precursori. Siamo i nonni della techno (risate, NdI)! Per capirci, ritornando ai nostri concerti al Cocoricò: di fatto si tratta del tempio della techno, almeno in Italia, e per noi suonare quel genere di cose risulta estremamente facile, perché sono anni e anni che lo facciamo.

Come vedete la scena musicale attuale?

Con interesse, anche se non sapremmo farti qualche nome specifico. A ogni modo, più che il versante rock, seguiamo soprattutto quello elettronico.

Fra l’altro, mi sembra che ci sia un forte ritorno agli anni ’80. Uno dei tanti esempi potrebbe essere il fatto che la Mescal, un’etichetta legata alla scena rock moderna, stia per dare alle stampe il nuovo album di Garbo.

Si tratta dei cicli della storia. Era ora: non se ne poteva più del revival degli anni ’60! Fra l’altro, abbiamo avuto occasione di ascoltare il brani nuovi di Garbo, perché il suo gruppo e delle nostre parti..

Progetti per il futuro, più o meno immediato?

L’idea sarebbe quella di realizzare un disco techno, cosa che, come si diceva, dovrebbe essere relativamente semplice da mettere in pratica. Al momento abbiamo 18 pezzi pronti. Poi cercheremo un contratto, magari una major seria, ma è molto difficile. Si vedrà, le cose capitano come devono accadere.

Maurizio, fra New Dada, carriera solistica e Krisma sono ormai 40 anni che sei nel giro. In altri ambiti si incomincerebbe a parlare di pensione…

In effetti ogni tanto ci penso (risate, NdI). Poi però mi piace talmente sperimentare e fare cose nuove… E comunque, se andassi in pensione, mi darebbero la minima!

Aurelio Pasini

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