Zoom On KRISMA (2011)

di Eliade Zupelli

Maurizio Arcieri, prima di innamorarsi di Christina Moser e fondare i Krisma, è stato nell’ordine: bambino, bambino prodigio, adolescente complicato, mersey beat, new dada, mod, hippie, punk e post-punk

Krisma

Almeno fino al giro di boa dei mid-80s, quando la coppia-sintetica più anticonvenzionale del secolo spandeva ancora frequenze spaziali lontane anni luce dall’italico concetto di musica pop. Simulando orgasmoni wave, giocando il ruolo delle supernova tv (formato intrattenimento-lametta) dentro ai vari Discoring, piazzando hit maiuscole e immortali tipo “Many Kisses” o “Lola”.

Poi quando la decade(nza) tramonta e il successo evapora i Krisma tornano ad amarsi fortissimo per sopravvivere all’usura di una vita sbomballata e dei venti che non sono più venti; ma ormai è troppo tardi, perché i cuori ribelli li hanno già trafitti da un pezzo e niente potrà tornare ad essere come prima.

Leggi iconografia mitologica. Di due teste ironiche e platinate, che il revival antagonista ha adottato a feticci della cresta sarcastica, con una classe musicale inversamente proporzionale al loro talento di musicisti.

Voce del verbo avere sessant’anni suonati e la panciona fluorescente, ma portare ancora gli anfibi dentro ai pantaloni e prendere il gelato alla fragola mano nella mano. Rispondendo alle domande di un’intervista come se il 1977 non fosse mai morto (e i Krisma mai esistiti).

Partiamo dalla fine: le Iene vi rimbalzano in discoteca e tu gli tiri un destro.
Le iene cazzotto più, cazzotto meno non cambia mai nulla. Tutto finisce sempre e solo con la morte. O forse no? (sghignazza)

A ben guardare più che una vicinanza sonora, quella dei Krisma era una vicinanza estetica al punk. Che legame avevate con quella (non) ideologia, con Londra, le spille da balia nelle guance e tutto il resto?
Noi eravamo “peacock punk” (un meticcio tra Blitz Kids e nuovi romantici con le piume, ndr), abitavamo già a Londra prima del botto. Nme dice che eravamo due anni in anticipo sul punk, anche se l’obscure l’abbiamo influenzato noi.

E dei lustrini, degli eccessi e del grande successo – in altre parole, degli anni 80 – che ricordi conservate? Avevate anche voi un cappellino da baseball con la scritta “BOY”…? Negli anni 80 stavamo a NY: tutti i ricordi stanno nell’album “Fido”, per la Atlantic Records. Cappellino da baseball…? Non ho mai messo un cappellino da baseball.

Ozzy ha mangiato un pipistrello, tu ti sei amputato un dito. Cosa significava la parola provocazione ieri e cosa significa provocare oggi?
La provocazione è essere se stessi e pensare poco. Molto poco.

Come ci si sente ad essere sempre considerati dei “pionieri”. Ad essere sempre in anticipo sui tempi. È un lustro o una gogna?
Essere in anticipo è sempre un lusso. Ti cambia l’espressione negli occhi. Ti rende felice.

Un disco ciascuno che suonereste all’infinito.
Io (Maurizio…) “C Rock”, dal nostro “Chinese Restaurant“. Kris tu che disco suoneresti all’infinito?
Kristina: il prossimo venturo.

Cosa pensate della musica italiana targata 2011? E di quella internazionale: c’è qualcosa che vi affascina o siete più vicini all’idea di un grande buco nero?
Noi essendo avanti siamo già nel buco nero e ci sguazziamo benone.

Vi esibite ancora sia live che in formato dj set. Che tipo di spettacolo proponete e come vi approcciate alla club-culture?
“Ti mando un file via mail”, butta lì Maurizio. In cartella arriva un maxi flyer con loro due belloni sotto un cielo apocalittico e la scritta in formato Zemeckis che recita papale “Back To The future – Krisma, i pionieri della musica elettronica direttamente dal Chiambretti Night e dalle classifiche di tutto il mondo”. Amore.

E’ utopico a pensare a un nuovo disco dei Krisma?
Non è affatto utopia, ma non lo pubblicheremo certo dall’Italia. Forse su Medical Records, label di Seattle.

Con la tv avete un rapporto longevo e futuribile: come è nato il progetto “Krisma Tv”, come si è evoluto e che forme ha oggi?
Le cose oggi sono molto ampie.
KRISMATV invece è molto piccola, ora però si vede ad Honk Kong.

E al Chiambretti Night invece…?
Esiste un modello di televisione mainstream o basta distinguere la merda dalla cioccolata?

Tutta merda. Si lavora solo per gli amici e Piero è un amico da lunga data.

Due personaggi che vi inchiodano allo schermo e due che vi fanno cambiare canale.
Cambiamo canale in continuazione. Seguiamo il flusso dell’eternità.

La vostra prima ancora che un’irripetibile storia di musica è una bellissima storia d’amore. Prima o poi finisce sempre anche quello o dura in eterno come i miti?
Dura in eterno come i miti. Come gli dei.

Ps: Maurizio, ma è vero che c’hai anche un passato da mod e che coi New Dada hai aperto ad un gruppettino da niente tipo i Beatles o sono tutte balle…?
No, no, nient’affatto. Lo posso confermare: ci chiamavamo New Dada, li ho formati da ragazzino tornando da Londra. Allora facevo il mersey beat. Baci.

Xx

Krisma

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