Estratti dall’articolo su Vanity Fair – Intervista a Paolo Nutini in occasione del festival La Prima Estate a Lido di Camaiore

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Quali ricordi ha legati all’Italia?
«Solo belli. Ragazzi che si divertono e si mettono nei guai, ma soprattutto gli amici di famiglia, persone che non frequento più molto ma che ricordo così bene. E poi la gente ai concerti che cantava, ascoltava in silenzio, non puoi chiedere di più da uno show. È una esperienza diversa dal suonare in una grande città».
Ascolta la musica italiana?
«La musica italiana in realtà mi influenza sempre di più, soprattutto il progressive e l’elettronica. Stasera alla fine di una canzone abbiamo suonato un pezzo dei Krisma dall’album Chinese Restaurant, che sta diventando uno dei miei preferiti».
I Krisma? Come li ha scoperti?
«Me li ha fatti conoscere Gavin (Fitzjohn, ndr), il chitarrista con cui produco i miei dischi, mio fratello. Una volta, nel suo programma musicale, Iggy Pop ha messo un pezzo dei Krisma e Gavin mi ha fatto poi ascoltare l’album e io ho pensato: sono pazzeschi.
Ma dell’Italia adoro anche i La Bionda (il duo che alla fine degli anni Settanta è stato tra gli inventori della italo disco, ndr), una canzone in particolare: I Wanna Be Your Lover. Con i La Bionda è successa una cosa divertente».
Racconti.
«A Sanremo, nel 2014, ho detto che mi piaceva La Bionda e l’intervistatore (Fabio Fazio, ndr) non ha capito e pensava che parlassi di donne bionde, e si è messo a ridere. Poi è successa un’altra cosa. Scendo dal palco, mi passano un telefono e c’è Adriano Celentano che mi dice: ehi, ti ho visto in tv. Io ero emozionatissimo, Celentano è una leggenda».
Altre leggende che ammira?
«Fred Buscaglione, la sua classe. E sempre di più Fabrizio De André: ho scoperto questa canzone, Bocca di Rosa, ho letto la traduzione in inglese per capire meglio e sono rimasto impressionato.
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Valentina Colosimo
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