“Amore” dei Chrisma in Africamore: Quando l’Italia ballava l’afro-funk

“Amore” dei Chrisma è la prima vera risposta italiana a Fela Kuti

“Amore” by Chrisma

Di Enrico Bettinello
Estratto da “Quando l’Italia ballava l’afro-funk” su www.giornaledellamusica.it.

La Four Flies ci ha abituato a intriganti scorribande negli aspetti meno celebrati della musica italiana degli scorsi decenni.

Da sempre attenta ai recuperi più sfiziosi legati alle colonne sonore o alla library, ci aveva già sorpreso un paio d’anni fa con Paisà Got Soul e ora prova a fare il bis con il doppio Africamore – The afro-funk side of Italy (1973-1978), che va alla scoperta del rapporto tra l’Afro-funk e la musica della penisola in quegli anni cruciali in cui il divertimento notturno e le musiche che lo accompagnano erano in veloce evoluzione verso il regno della disco music. (…)

(…)  è interessante anche capire come si è evoluto, specie nella scena italiana, questo sound. In questo senso ho la sensazione che i momenti di transizione come quello da voi considerato raccontino molto bene anche una serie di strade possibili che non si sono prese… forse quella gioia ritmica che traspare era troppo difficile da mettere realmente a sistema?

«In effetti durante le ricerche per questa compilation mi sono chiesto come mai questo sound non abbia poi avuto la forza di aggregare una vera e propria scena, di identificarsi come un genere a sé. Forse non c’è stata una vera consapevolezza, uno spirito comune, in chi si è approcciato a queste contaminazioni afro in Italia».

«Tutto si è svolto in maniera abbastanza spontanea, naturale, i musicisti erano spinti più che altro dalla curiosità di provare e sperimentare soluzioni nuove, magari cavalcando la modo importata tramite le acquisizioni di Manu Dibango o Fela Kuti. Peccato non ci sia stata voglia di costruire di più, di fare tesoro di questi esperimenti, come invece è stato fatto in Francia, dove la scena afro, anche per motivi culturali, è sempre stata molto più presente e influente, allora come oggi».

«Poco fa citavo “Amore”: quando i Chrisma la suonarono al Festivalbar del 1976, con gli Osibisa come sezione ritmica, fu uno shock per molti.
Ancora oggi quel video fa un certo effetto. Viene da chiedersi cosa sarebbe stato il mondo discografico italiano se avesse saputo sfruttare la lezione di questi pionieri». (…)

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