Nel 1977, in piena esplosione punk, un duo milanese si avventurò nel rock sintetico e nei suoni futuribili attingendo a piene mani dal look di Sex Pistols, Ultravox e Stranglers.
Sono Maurizio Arcieri e Christina Moser, in arte i Krisma (originariamente Chrisma, da “Chris” e “Ma”, ossia la contrazione dei loro due nomi) che si presentano sulla scena con tanto di spille da balia conficcate in viso, i capelli ossigenati e gli abiti in grigio nero, scandalizzando non poco il pubblico italiano.

Erano il nuovo, gli indigesti, gli artisti scomodi e dannati che oggi sarebbero su tutte le copertine e che allora furono costretti a scappare in Gran Bretagna.
Sono i coniugi più trasgressivi del rock “made in Italy” quelli che venerdì prossimo saliranno sul palco del Centro Zo per un concerto esclusivo in Sicilia. I loro nomi rimangono scolpiti fra quelli importanti di una stagione davvero innovativa, iniziata nel 1977 e terminata nel 1983, sia pur con qualche gradevole successivo ritorno di fiamma. I giovani di oggi li riconoscono in tv.
Per molti anni hanno lavorato e hanno collaborato alle trasmissioni di Raitre e Mtv da “Pubblimania” a “Fuori Orario“, “Blob“, “Sat Sat“, fino al “Chiambretti Night” di Italia Uno.
Il duo è passato dall’avanguardia musicale a quella mediatica: oggi con la loro KrismaTv, replicata da Eutelsat, trasmettono in tutta Europa e Medio Oriente. Gli anni recenti hanno conosciuto un sorprendente nuovo interesse musicale per le vicende dei Krisma: Maurizio, ormai quasi sessantenne, si cimenta instancabile in folgoranti dj set in discoteca. I Subsonica li hanno voluti con loro per il brano “Nuova Ossessione“, fino alle collaborazioni con Franco Battiato.
Una curiosità: i Krisma sono stati praticamente la prima band in Italia a fare videoclip musicali, il più famoso è diventato quello della canzone Aurora B, in cui i due simulano atti sessuali; i più belli sono però generalmente considerati quelli tratti dall’album Clandestine Anticipation, girati in Indonesia.
LUCA CILIBERTI
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