DISCO PARADE | Tra avanguardia e retrò l’album magico dei Krisma

Krisma “Iceberg” (Carosello) – L’avvocato Agnelli ama ripetere che “la prima condizione per ottenere del denaro in prestito è quella di non averne assoluto bisogno”.
Analogamente si potrebbe affermare che condizione fondamentale per certa creatività musicale è il non essere assillati dall’obiettivo del successo o del guadagno.
Tutto ciò per introdurre i Krisma, vale a dire Maurizio Arcieri e Cristina Moser, una delle coppie più incredibili della nostra storia musicale.
Furono i primi esponenti del punk italiano (lui si tagliò anche un dito sulla scena).
Entrambi ricchi per famiglia e vocazione vivono fra New York, Milano e chissà dove in una dimensione che eufemisticamente si potrebbe definire fra avanguardia e snobismo.
Perché sul piano dei suoni loro sono sempre più avanti, ma col gusto snobistico del ripescaggio di fiorellini retrò.
Snob perché non vivano d’artisti, ma da sorridenti pazzi scatenati alla ricerca delle più varie e sofisticate esperienze in ogni parte del pianeta.
In una sorta di iperuranio artistico costituito dallo studio creato nella loro villa sulle Alpi, hanno inventato un album magico, elettronico, ballabile, intitolato “Iceberg“, «del quale – affermano – si vede solo la punta, mentre tutto il resto… ».
Non siamo certi che Il grande pubblico di capirà. Ma c’è fusione fra computer, melodia, fantasia e follia in questo album dove troviamo fra gli altri brani “Eskimo in Distress”, “Melting Ice Garden” e “Fritz Cavallo”, l’unico motivo cantato in italiano, filastrocca dedicata da Cristina Moser a un quadrupede (che sarebbe piaciuta molto a Caligola).
Tra sogni elettronici e voli melodici, ritmiche africane ed ermetici sperimentalismi, uno degli album più interessanti della stagione.
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