KRISMA “Fido”, Atlantic (Rockerilla n. 41, gennaio 1984)

Che i Krisma di Maurizio Arcieri e Cristina Moser non fossero un gruppo strettamente italiano, lo si sapeva già da molto.

Krisma Fido LP cover

Non solo perchè frequentavano da anni gli ambienti della new wave elettronica europea (la rivista newyorkese INTERWIEV ne parla come di un gruppo svizzero…), ma anche perché, vuoi per la professionalità, vuoi per le registrazioni, la loro musica aveva un qualcosa che nessun giovane gruppo italiano riusciva a realizzare.

Ma che il discusso duo riuscisse ad atterrare in America e a firmare un contratto con una grande compagnia come la Atlantic, è certamente qualcosa che non ci aspettavamo e per cui dobbiamo fare tanto di cappello.

E le sorprese non sono finite: a collaborare con loro nella stesura dei testi di questo primo lp americano, c’è nientemeno che quell’Arto Lindsay, di cui non finiremo mai di cantare le lodi quale ispiratore e protagonista della no-wave.

Krisma – Find a Friend – From Fido (aka Nothing to do with the dog, 1983)

Dalla collaborazione con Arto, basata sulla reciproca amicizia, più che su una impellente necessità artistica (i Krisma da sempre cantano in inglese), sono nati testi bizzarri e piuttosto eclettici, che rappresentano una delle migliori soluzioni del disco.

FlDO è stato completamente registrato dal solo Arcieri con un Casio MT 65, uno strumento con cui si possono fare miracoli, ma che è inevitabilmente limitato.
Il difetto principale di questo album è infatti una certa piattezza, che rischia di rovinare episodi per altro eccellenti.
Sono soprattutto gli arrangiamenti e il mixing della voce a risultare insoddisfacenti, in particolare se rapportati al precedente album.

Krisma – Heroes of the sea – From Fido (aka Nothing to do with the dog, 1983)

Tra i brani più riusciti spiccano EYE TO EYE, FIND A FRIEND e la lirica HEROES OF THE SEA.

Inutile stare ad individuare le influenze perché ce ne sarebbero troppe e nessuna.

Vale ancora la pena di ricordare che i Krisma sono l’unico gruppo italiano ad avere il privilegio di veder programmati i loro video sui network locali e nei club newyorkesi (come al Danceteria).

Resta un po’ l’amaro in bocca per una prova non perfetta, ma che dovrebbe rappresentare il primo passo verso una nuova fase del gruppo italiano (e speriamo che non sia l’unico…).

GIUDO CHIESA

Thanks to Rinaldo Branchesi

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