Torna alla ribalta con un LP intitolato “Clandestine Anticipation”, questo duo messaggero del pop elettronico nostrano

Sono più conosciuti all’estero che in Italia.
La loro tournée partita da poco, toccherà vari paesi europei, dalla Germania, alla Francia, all’Olanda. Due date italiane all’inizio e qualcuna di più alla fine.
Parlo, e l’avrete già capito, dei Krisma, i messaggeri elettronici del pop nostrano. Krisma è una parola che ne contiene due: Kristina Moser più Maurizio Arcieri.
«I veri Krisma siamo sempre e solo noi due», spiega Cristina, «anche se ogni nostro album “contiene” un ospite d’onore che ci aiuta e suona con noi. L’anno scorso era toccato a Zimmer, quest’anno abbiamo chiamato un ingegnere del suono. La nostra musica elettronica è in continua evoluzione…».
Cristina è bella, bionda e miliardaria (è figlia del produttore dei famosi dadi Knorr); è vivace ed estroversa come capita spesso alle persone che hanno avuto tutto dalla vita.
I Krisma, esistono da cinque anni, ma la storia con Maurizio si perde… nella notte dei tempi. Non so se qualcuna di voi lo ricorderà, ma Maurizio Arcieri era, a metà degli anni ’60, uno degli alfieri del beat italiano, leader di un complesso glorioso, quello dei “New Dada“.
Proprio in quegli anni Cristina, allora giovanissima, conobbe il suo Maurizio (che adesso viaggia sulla quarantina).
«Io e Maurizio», dice Cristina, «stiamo benissimo insieme. Abbiamo gli stessi gusti, la stessa passione per il mare e per la musica elettronica».
E proprio l’acqua e l’elettronica sono le due “protagoniste” di “Clandestine Anticipation” (anticipazioni clandestine), nuovo album dei Krisma.
La nostra musica è qualcosa di molto fluido, ondeggiante.
Maurizio Arcieri
Non sono due elementi un po’ contraddittori l’acqua e i suoni elettronici?
«No, anzi», rispondono in coro Cristina e Maurizio. «Stanno assieme benissimo. La nostra musica è infatti qualcosa di molto fluido, ondeggiante. Inoltre l’acqua è un bell’elemento lucente, pulito, limpido. Non “racconta” mai bugie!».
Ma voi due ve le dite le bugie?
«E come faremmo?», risponde Cristina, «Stiamo assieme ventiquattro ore su ventiquattro. Anche volendolo non potremmo proprio. Maurizio poi è meglio di chiunque altro, lui è geniale!».
E tu Maurizio, che pensi di Cristina?
«È splendida. Ci troviamo perfettamente a nostro agio anche sul lavoro. I testi dell’ultimo LP li ha composti tutti lei, lo sai?».
Perché il nome “Clandestine Anticipation”?
«Perché era un titolo che suonava bene», risponde Cristina, «Ci piaceva. Inoltre nel mese di febbraio siamo stati a Bali, tre settimane per girare i tre filmati che avete appena visto a “Mr. Fantasy“. Laggiù ci siamo trovati benissimo, c’era tanto, tantissimo sole. Il risultato? Un’abbronzatura perfetta. Non ti dico che figurone abbiamo fatto quando siamo rientrati in Italia, con il freddo che faceva e tutti i “bianchi” che giravano. Ebbene anche quella è stata per noi una anticipazione clandestina!».
Cristina: sei sempre all’avanguardia nella moda, spesso la precorri, come la minigonna che porti da due anni e che adesso è riesplosa. Cosa consigli per quest’estate alle dolline?
«Allora vediamo: innanzitutto sempre e solo minigonna. A me è sempre piaciuta, forse perché da piccola andavo a scuola a Milano dalle Marcelline e certe cose non me le potevo neanche sognare. Poi mi piacciono un sacco i tacchi alti, a spillo. Ma per l’estate non li consiglio. Allora: minigonna, t-shirt nera o coloratissima a seconda della dimensione del vostro seno (ricordate che la maglietta nera lo fa sembrare meno grosso, mentre il giallo e il rosso lo accentuano) e poi una bella, bellissima abbronzatura. Niente calze, mi raccomando!».
Ritorniamo a voi “Krisma”. Dove andate?
Risponde Maurizio: «Verso un futuro con sempre più elettronica. I Krisma non hanno rivali in Italia. Almeno per adesso. Siamo nettamente i più bravi. A noi i cantautori non piacciono proprio. Si salva solo Jannacci per il suo humour. Anche in Europa siamo molto popolari perché siamo tra i pochi italiani ad essere all’avanguardia. Un tempo ci piacevano i Kraftwerk, i tedeschi che sono stati un po’ gli inventori del pop elettronico. Ora li abbiamo sorpassati. Immodesti? No siamo solo forti!».
E i tempi dei “New Dada”, caro Maurizio, del primo pop italiano?
«Dimenticati. Sepolti».
Da un cumulo di suoni e diavolerie elettroniche. Bravo Maurizio: sei un mammuth (anagraficamente parlando) all’avanguardia.
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