Chrisma/Krisma – Il Punk Sintetico (RARO! – October 2000)

Spuntò all’improvviso come un faro abbagliante nella notte del rock italiano di fine anni ’70. Un gruppo nuovo in tutti i sensi.

RARO! - October 2000

Nuovo nell’attitudine, fortemente indipendente a dispetto del rapporto con grosse etichette e del considerevole numero di dischi venduti in Italia come all’estero; nell’immagine che, improntata sul modello del punk anglosassone, divenne subito parte integrante della sua espressività artistica; nella musica, caparbia e raffinata ma anche immediata ed istintiva, lontana dalle reminiscenze cantautorali come pure dagli effimeri fenomeni da discoteca.

I Chrisma erano in due: Maurizio Arcieri – classe’45, negli anni ’60 storico leader dei New Dada e in seguito autore di un paio di album in proprio – e Christina Moser, prima sua fan scatenata e infine moglie inseparabile; l’acronimo scaturì dalla fusione dei nomi di battesimo. Fu del primo l’idea di avviare un sodalizio artistico che desse una svolta ad un’esperienza solistica non troppo brillante (almeno dal punto di vista commerciale) e che portasse nella Penisola una ventata d’aria nuova, quella stessa che allora si respirava in Gran Bretagna.

Chrisma – AMORE al Festivalbar 1976 – FULL version

Non a caso i due coniugi, ottenuta dalla Polydor la chance di voltare a favore della band il preesistente contratto di Maurizio, si trasferirono a Londra dove iniziarono a lavorare negli studi di Nico Papathanassiou, direttore artistico dello storico marchio, nonché fratello del compositore greco Vangelis, con cui venne pure avviato un fruttuoso rapporto di reciproca collaborazione.

Malgrado le premesse, le prime produzioni della coppia – Amore, il singolo d’esordio del ’76, ed il successivo U stampato l’anno seguente sia su 45 giri sia sul più innovativo formato a 12″ – risultarono un po’ deboli, tanto dal punto di vista creativo quanto per l’inclinazione stilistica apertamente commerciale: melodie ritmate ed ammiccanti, che oggi piacerebbero molto agli Stereolab ed agli amanti dell’exotica ma che allora vennero laconicamente apostrofate come sexy sound; indubbiamente i languidi sospiri e le avvenenti fattezze di Christina inducevano a simili interpretazioni.

Chrisma
Chrisma

Tutt’altro che gratificati dallo snobismo della critica, i Chrisma alzarono allora il tono del confronto; per iniziare adottarono un look più forte: capelli colorati, pantaloni e giubbotti in pelle nera, una spilla da balia conficcata nella guancia.

Per la prima volta anche in Italia ci si esprimeva con un linguaggio estremo e dirompente: tuttavia fu punk solo in apparenza, solo negli intenti; la vera deflagrazione anarchica, scoppiata Oltremanica per merito dei Sex Pistols, da noi sarebbe rimasta un fenomeno marginale, rinchiuso tra le mura delle cantine o relegato nei circoli dei centri sociali: tra Milano e Pordenone, proprio in quegli anni, gruppi quali Mittageisen, Schwarz Of Galiorka, Tampax ed Hitler SS, facevano partire dal basso – come esigenza spirituale e non come provocatoria emulazione – una ribellione intellettuale ed artistica che non avrebbe mai riscosso i favori del mercato.

Chrisma (Krisma) e lo scandalo del PUNK nella redazione di Sorrisi e Canzoni (1978)

In effetti, chitarre esacerbate e ritmiche frenetiche non avrebbero mai fatto parte del repertorio dei Chrisma, anche perché Maurizio aveva già vissuto da giovane, assieme ai New Dada, il tempo dell’ingenuità e della freschezza espressiva: quale musicista maturo puntava ora più in alto, la semplice virulenza elettrica non faceva più per lui.

Chinese Restaurant, il primo trentatré del duo, è un viaggio avvincente all’alba della nuova onda.
Forse allora non si riusciva bene a distinguere gli echi che giungevano dall’Inghilterra: si etichettava tutto come punk, quando in realtà c’era un abisso tra le insolenze dei Damned e le studiate architetture dei Police, tra la veemenza degli Adverts e l’oscura raffinatezza degli Ultravox!; ed è proprio questa seconda e più sofisticata tendenza – meglio decifrabile in quel filo rosso newyorchese che lega i Velvet Underground ai Television ed ai Talking Heads – a conquistare il cuore del bel milanese e della cantante svizzera.

Chrisma
Chrisma

Era un rock decadente ed essenziale quello dei Chrisma, non c’è dubbio, ma quelle contaminazioni elettroniche, quelle atmosfere sospese e fitte di allucinata tensione, preannunciavano una sperimentazione ad ampio raggio, una creatività speculativa che andava ben oltre la schiettezza del punk. La tournée che seguì fu comunque incisiva: uno spettacolo ricco di luci e di costumi, con immagini tridimensionali proiettate sui teli di tulle a fondo palco. Maurizio si dimenava come un pazzo e con un coltellino era solito strapparsi la camicia suscitando scalpore tra il pubblico; una notte a Reggiolo, di fronte ad una platea esagitata e minacciosa, addirittura si tagliò volontariamente un dito e finì in ospedale.
La mattina dopo i giornali avrebbero riportato titoli scandalistici e gran parte delle date programmate sarebbero state cancellate.

Ma la voglia di inventare e di sorprendere non si esaurì certo con questo episodio e infatti con l’album del 1978, il glaciale Hibernation, la band si avventurò coraggiosamente nei territori della sperimentazione elettronica.
Registrato in Italia e missato a Londra, il disco – stampato in vinile color ghiaccio e custodito in una caratteristica copertina a specchio – poneva in secondo piano il fascino delle atmosfere per privilegiare lo studio e la sintesi dei singoli suoni: tale ricerca non pregiudicava tuttavia l’accessibilità del prodotto che, per quanto elaborato, manteneva un approccio diretto ed efficace.

Chrisma (Krisma) Aurora B. (from Hibernation LP, 1979)

Sulle note del secondo singolo estratto – Aurora B, brano carico di suggestioni mitteleuropee – venne anche realizzato un video, volutamente scandaloso, con immagini di un cruento suicidio e scene di sesso in una stazione della metropolitana. Già confrontatasi con l’arte del clip ai tempi di Amore, la coppia ora ritrovava quell’attitudine multimediale, che sarebbe stata meglio approfondita negli anni a seguire.

Sul tema del video, o meglio del terminale televisivo, venne poi incentrato Cathode Mamma, lavoro nato dalla collaborazione con il musicista Hans Zimmer, il primo con la ragione sociale mutata in Krisma, giacché più consona alle aspirazioni internazionali dell’ensemble, avallate peraltro dall’originaria scelta di cantare in inglese. Una azzeccata alchimia di frizzante electro-pop permise di uscire dall’incubo asettico dell’esasperazione sintetica e di ottenere il primo grosso successo da classifica: “Many Kisses”, un pezzo che fece furore in mezza Europa e che soprattutto garantì un considerevole appoggio da parte dei media, culminato con l’esibizione al Festivalbar, di fronte ad una gremita Arena di Verona.

I Krisma con Hans Zimmer
I Krisma con Hans Zimmer

La “sperimentazione elettronica in chiave pop” trovò tuttavia piena maturazione nel trentatré “Clandestine Anticipation”, uscito nel 1982 dopo la separazione dalla Polydor ed impreziosito da un artwork particolarissimo, frutto del genio compianto del grafico Mario Convertino (già ideatore delle precedenti copertine).

La CGD approntò per l’occasione un agguerrito piano promozionale: distribuì tra i giornalisti un costosissimo box a tiratura limitata, pubblicò un’edizione speciale del disco, stampò un mix anche in Spagna, ma soprattutto finanziò le riprese di alcuni clip girati in estremo oriente (“Miami”, “Water” e “Samora Club”) e poi divenuti una sorta di leitmotiv del programma di Paolo Giaccio, Mister Fantasy.

Krisma – “MIAMI” (from Clandestine Anticipation LP, 1982)

Tuttavia il sodalizio con l’etichetta milanese si consumò in fretta ed i Krisma decisero di adottare una doppia strategia, legandosi in Italia alla neonata e indipendente Franton Records, e firmando per il mercato internazionale un contratto con l’Atlantic; negli studi newyorchesi della prestigiosa azienda venne infatti inciso un album da noi edito con il titolo di Nothing To Do With The Dog ma pubblicato anche negli Stati Uniti come Fido.
Suonata integralmente con una piccola tastiera Casio (la MT 65), l’opera fu un caparbio esperimento elettronico ed Oltreoceano venne incoraggiata da ottimi riscontri di critica e pubblico.

Assieme all’ingegnere del suono Max Costa, Maurizio avrebbe in seguito approfondito il suo interesse per la strumentazione sintetica tanto da progettare un nuovo e più versatile sistema “siglato MIDI”, che avrebbe trovato impiego nelle registrazioni del singolo Be Bop prima e dell’elleppì Iceberg poi, editi entrambi per la Carosello. Meno freddo e robotico del suo predecessore, il lavoro fu arrangiato da Lucio “Violino” Fabbri e mise in luce un istrionico eclettismo perfettamente in bilico, come sempre, tra ricerca ed immediatezza.

Krisma Hotta choccolata 1987

Con il singolo Signorina in appendice, anche il rapporto con la suddetta label venne ad interrompersi ed i Krisma tesero sempre più a trascurare il mondo musicale a favore di progetti televisivi.
Se alla fine degli ’80 il loro impegno in questo campo si limitò ad alcune installazioni di Video art ed alla collaborazione con il programma Fuori Orario, in seguito i coniugi Arcieri avrebbero dato corpo ad iniziative proprie realizzando prima il provocatorio Blob internazionale denominato Sat Sat e quindi fondando, nel luglio del ’98, l’emittente a irradiamento satellitare KrismaTV, di cui sono tuttora titolari.

L’ultimo loro cimento discografico, cantato per la maggior parte in italiano, nacque da un effimero quanto infruttuoso sodalizio con la Bollicine di Vasco Rossi.

Krisma – “Chicas De Hollanda” – From “Non Ho Denaro ” (1989)

Pubblicato nel 1989, Non ho denaro fu un trentatré fantasma, tanto che neppure gli autori ebbero mai modo di vederlo stampato; incerto nel suo svolgimento, a tratti smaccatamente leggero, a volte più ardito, il disco mantenne tuttavia salda la reputazione del duo grazie ad un paio di episodi piuttosto intriganti.

Maurizio suona Re-Birth sul Mac
Maurizio suona Re-Birth sul Mac

Da allora più nulla, almeno fino ai nostri giorni: Maurizio Arcieri sembra infatti aver ritrovato la voglia di suonare e di sperimentare.
La sua nuova incarnazione, denominata Re-birth, è una fucina di ritmi e di suoni tecnologici che già hanno riscosso notevoli apprezzamenti presso le discoteche della riviera adriatica: un’ulteriore testimonianza della poliedrica creatività dell’artista milanese che, a quanto pare, non smette mai di sorprenderci.

Discografia Chrisma/Krisma

Amore

7″ 1976 Amore / Sweet Baby Sue Polydor 2060 119 L.30; 1977 U (part. I) / U (part. II) Polydor 2060 136 L.15; 1977 Lola / Black Silck Stocking Polydor 2060 156 L.10; 1977 C-Rock / Mandoia Polydor 2060 176 L.10; 1979 Gott Gott Elektron / Vetra Platz Polydor 2060 195 L.10; 1979 Aurora B / Hibernated Nazi Polydor 2060 208 L.10; 1980 Many Kisses / Rien Ne Va Plus Polydor 2060 225 L.10; 1980 Cathode Mamma / Rrock Polydor 2060 235 L.10; 1982 Water / Samora Club Polydor 2060 258 L.10; 1983 Nothing To Do With The Dog / Find A Friend Franton / Wea FR 2100-7 L.10; 1985 Be Bop / Be Bop Reprise Carosello CI 20529 L.10; 1987 Signorina / Hotta Choccolata Carosello CI 20541 L.10.

U

12″ mix 1977 U (part. I extended) / U (part. II extended) Polydor 2141 019 L.25; 1983 Nothing To Do With The Dog / Find A Friend / Carefully Franton 1201 L.30; 1986 Iceberg / Skyline Carosello CIX 53 L.30.

LP 1977 CHINESE RESTAURANT Polydor 2448 060 L.60; 1977 CHINESE RESTAURANT Philips 6323 059 L.80; 1979 HIBERNATION Polydor 2448 086 L.50 (vinile trasparente); 1980 CATHODE MAMMA Polydor 2448 110 L.30; 1982 CLANDESTINE ANTICIPATION CGD 20296 L.35; 1983 CHRISMA Super Star / Curcio SU-1034 L.35; 1983 NOTHING TO DO WITH THE DOG Franton / Wea FR 3100-1 L.25; 1986 ICEBERG Carosello CLN 25114 L.40; 1989 NON HO DENARO Bollicine BOL 1102 L.40.

CLANDESTINE ANTICIPATION

CD 1994 CHINESE RESTAURANT Polydor 523 687-2 L.30; 1994 CLANDESTINE ANTICIPATION Urlo/CGD 4509 97361-2 L.30.

Compilation 1978 International SuperHits LP Philips L.30 (Chrisma: C-Rock); 1999 One Shot ’80 vol. 5 2CD Universal 153 509-2 L.54 (Krisma: Many Kisses).

Note alla discografia:
La discografia qui riportata si riferisce esclusivamente alla produzione italiana; le stampe estere verranno esaminate in un prossimo articolo.
Sono a nome Chrisma tutte le emissioni comprese tra il 1976 ed il 1979; nelle pubblicazioni successive la ragione sociale del gruppo è mutata in Krisma. Fa eccezione l’omonimo album antologico diffuso nelle edicole dalla Armando Curcio Editore nel 1983: si tratta di una raccolta di brani tratti dai primi due album, e quindi mantiene l’acronimo originario della band; il disco merita attenzione più che altro per il libretto allegato, ricco di foto ma integrato da una biografia invero piuttosto superficiale.

Fido

Le versioni 7″ e 12″ di U si presentano con delle copertine tra loro leggermente dissimili. Caratterizzate entrambe da una bella confezione apribile, le due versioni di Chinese Reastaurant – rispettivamente su Polydor e su Philips – differiscono soltanto per il marchio delle etichette; gli esemplari su Philips sono più difficili da reperire giacché diffusi in un minor numero di copie. La prima tiratura dell’elleppì Clandestine Anticipation è arricchita da una speciale busta in plastica stampata che si sovrappone alla canonica copertina in cartone; è a tale edizione limitata che si riferisce la quotazione indicata in discografia. Sono solo un paio le edizioni promozionali che destano particolare interesse. Una di queste è il 12″ EP di C-Rock (1977, Polydor AS 5001 504 – L.40), che presenta la stessa veste grafica dell’omonimo sette pollici – con la dicitura “promotional” aggiunta nell’angolo inferiore di destra – ma che contiene sul retro due brani anziché uno: Thank You e Mandoia.

CLANDESTINE ANTICIPATION LIMITED EDITION BOX

L’altra è il box che nel 1982 preannunciava l’uscita di Clandestine Anticipation: si tratta di una scatola in cartone grezzo serigrafato che racchiude – oltre ai due mix Water / Miami (CGD 15065) e Crucial Point / Samora Club (CGD 15066) – un’ulteriore serigrafia su cartoncino nero (limitata a trecentocinquanta esemplari numerati a mano), una biografia ed una foto promozionale, sedici tessere di un mosaico che ricostruito forma la copertina dell’elleppì e una misteriosa bustina in sottovuoto spinto contenente oggetti per giochi da tavolo (ad esempio fiche e bastoncini per il Mikado). Tutte le copie sono state ritoccate a mano dagli stessi autori e dunque differiscono tra loro per piccoli particolari grafici; anche in virtù di questo fatto il cofanetto – oggi valutato intorno alle cento cinquantamila lire – è il pezzo più ricercato dai collezionisti della band. Tra le altre emissioni promozionali, tutte con etichetta bianca e copertina standard forata, segnaliamo il 7″ di Black Silck Stocking (1977, Polydor AS 5000 423 L.20), il 45 giri per juke-box condiviso con Roberto Vecchioni – Samora Club / Dentro gli occhi (1982, CGD YD 619 L.10) -, il mix per D.J. Iceberg / Skyline (1986, Carosello CIX 53 L.25) ed il 12″ ep contenente, oltre a Be Bop Reprise dei Krisma, Winner Club Version dei F.A.S., Colazione d’amore di Marinella e Oh Lord di Bob Marley & The Wailers (1985, Carosello PROMIX 003 L.15).

F.M. Arati

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